Quando parliamo di sandalo parliamo di una vera e propria storia di una calzatura antica, che parte dall’epoca egizia fino ad oggi.

I sandali sono stati il primo tipo di calzatura prodotto dalla tecnica umana, in sostituzione delle primitive fasciature. Tutte le civiltà antiche hanno contribuito a creare una propria versione del sandalo, una calzatura minimale composta da una suola rigida a cui venivano applicate delle bande di cuoio o delle corde. Nelle pitture egizie troviamo traccia del primo sandalo utilizzato per proteggere il piede dal terreno e dalla sabbia, realizzato con una suola in papiro intrecciato a cui venivano applicati legacci di pelle grezza. Era una calzatura utile e pratica che lasciava i piedi quasi completamente scoperti e liberi, permettendo alle donne di adornarli con gioielli.

Il più largo impiego del sandalo è avvenuto in epoca romana. Furono proprio i romani a realizzarlo in molte varianti, per utilizzo e forma, partendo da calzature da interno simili alle nostre ciabatte, passando per zoccoli con suola in legno o sughero, sandali estivi e sandali semi chiusi invernali usati anche dai soldati. I sandali romani che in tempi moderni sono stati continuamente rivisitati e riproposti in innumerevoli varianti, nascono da suole in cuoio da cui partivano delle strisce che infilandosi tra le dita dei piedi ne avvolgevano il collo. Erano calzature estive usate dai meno abbienti.

I più ricchi utilizzavano un sandalo formato da cinque strisce di cuoio cucite tra loro, che, partivano dalla suola (due posteriori, due laterali e una frontale spesso ornata da una fibbia d’avorio) e si portavano sino alle caviglie. Questo tipo di calzatura era di colore rosso per i patrizi e di colore nero per i senatori. Nel costume romano non vi erano differenze sostanziali tra scarpe maschili e femminili ad eccezione per pelli più morbide, per queste ultime, e talvolta per vivacità di colore (oro e rosso) e la ricchezza di ornamenti o di preziosi (come perle, oro, argento).

I materiali usati per la realizzazione di tutti questi tipi di calzature erano cuoio conciato o meno, pelli con o senza il pelo, tessuti dai più comuni ai più pregiati, tipo la seta, il legno, il sughero. I patrizi romani usavano anche l’oro che veniva colato e usato per fare la suola

Dopo la popolarità dell’epoca romana il sandalo ha avuto un uso limitato nel periodo medievale, quando il piede nudo indicava esclusivamente condizioni simboliche o sacre. E’ stato poi nel Novecento, dopo secoli di oblio, che il sandalo ha riconquistato successo, e riportato attenzione al piede come oggetto di vanità.

Dagli eroi alle dive: nel 2020 che sandali vedremo ai piedi delle donne?

La prossima primavera-estate vedrà un ventaglio di modelli capaci di conquistare i gusti più vari: dai comodissimi modelli rasoterra alle più audaci proposte con il tacco a spillo.

Per il giorno, i sandali minimal con listini sottili, con cinturino alla caviglia e tacco comodo, ma anche modelli rasoterra dai colori pop e stampe vivaci fino ai lace-up con lacci in tessuto, un vero e proprio must have.

Di sera invece non mancheranno i sandali gioiello, con tacco minimo e ricchi di glitter, ma soprattutto con tacco a spillo, dai riflessi laminati, cosparsi di paillettes.

Studio Mascara è già proiettato nel futuro con idee e proposte per l’estate 2021, che non mancherà di sorprenderci. I nostri designer sono pronti per consigliarvi e proporvi le nuove tendenze, con materiali ricercati, nuovi colori e nuovi modelli.